Con le parole ovunque
TuttoMilano, 22 aprile 2021 La centralità della parola
La poesia di strada? È viva e lotta assieme a noi. E adesso un libro ne ripercorre la storia. “Un primo backup delle esperienze di questo tipo. Ma continueremo a mapparle” Vent’anni fa, ivan scriveva su un muro in Darsena “Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”, a gennaio 2020 MisterCaos ha realizzato la poesia di strada più grande al mondo a San Donato.
In mezzo c’è la storia della poesia di strada milanese e italiana, raccontata, catalogata e mappata nel libro Con le parole ovunque di Francesco Terzago e MisterCaos (Agenzia X). Si va dai collettivi universitari temporanei e semi-improvvisati ai professionisti dei versi scritti o affissi ai muri, c’è chi ha un background letterario e chi viene dai graffiti, chi è influenzato dal design e dalla comunicazione pubblicitaria, qualcuno ha pubblicato libri di poesi, altri hanno un’idea anti-editoriale della poesia.
A distinguerli da street-artist e graffitari è la centralità della parola. In vent’anni Milano è stata la città italiana in cui sono stati scritti più versi di strada, non sempre senza intoppi: nel 2018 Ivan Tresoldi, l’autore più longevo, è stato condannato a 500 euro di danni per imbrattamento in un processo del Tribunale di Milano in cui Comune e Aler si sono costituiti parte civile.
«Il libro è un primo “backup” di tutte queste esperienze spontanee, ma l’idea è quella di continuare a mapparle e raccontarle», spiega il milanese MisterCaos, all’anagrafe Dario Pruonto, classe 1992.
«Per quest’anno abbiamo in cantiere una specie di Festival e appena si potrà cominceremo a presentare il libro con eventi ad hoc che cambieranno i luoghi in cui andremo, sempre coinvolgendo gli abitanti, perché non esiste rigenerazione urbana senza quella sociale». Per avere un’idea di cosa significhi coinvolgere i cittadini, basta guardare la sua ultima opera Viavai: una scritta di 11mila metri quadrati sul muro insonorizzante della ferrovia di San Donato Milanese realizzata con circa 350 litri di vernice bianca diluita al 70% che dice “Vai via da questo via vai”. L’edificio, realizzato nel 1992, è una barriera fisica e sociale che ha ghettizzato il quartiere in cui l’artista è cresciuto rispetto al resto di San Donato e Milano, e ha reso via Di Vittorio – detta “la via” – uno posto malfamato. MisterCaos ho realizzato l’opera a gennaio dell’anno scorso e l’ha annunciata ai media a settembre: per otto mesi nessuno a Milano se ne è accorto salvo gli abitanti del quartiere dai tetti e dai balconi a ridosso della ferrovia. Tutt’oggi la poesia di strada più grande al mondo, finalista al premio Arte Laguna di Venezia, è visibile solo dai satelliti e dagli abitanti dei palazzoni. Quelli che Milano non vede ma che vedono Milano.

Versi da una città
E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna, pensieri che qualcuno pensa? La domanda di Pessoa sembrerebbe il perfetto esergo a un racconto dedicato alla quinta edizione di “Parole Urbane”, rassegna poetica promossa dall’Associazione Fornasetti Cult. Curata dal poeta Stefano Raimondi, con la collaborazione dell’attrice Marta Comerio, la rassegna sceglie il tema del sogno per indagare la città che ognuno desidera. Voci del panorama culturale si incontrano virtualmente per condurre gli ascoltatori attraverso quell’insieme di narrazioni che caratterizzano la realtà urbana: segni, disegni, visioni, ipotesi. Incontri, per la prima volta in formato podcast, disponibili sul canale Spotify di Fornasetti. Dopo i primi svolti in aprile, in programma quelli del 5 maggio con Laura Pugno e Carlo Chambry e del 19 maggio con Milo De Angelis, Nino Iacovella, Carlo Boccadoro. Spotify: fornasettiofficial. Playlist: Parole Urbane.
di Nicola Baroni
La Nazione, 19 marzo 2021I collettivi e i gruppi d’azione in un libro
«Con le parole ovunque» Francesco Maria Terzago e Davide Pruonto illustrano i principali esponenti di queste realtà

Un libro divulgativo Con le parole ovunque Poesia di strada e sovversione dello spazio urbano, una lettura agile per dare le prime coordinate, esplorare e dare l’occasione, a chi non conosce questo fenomeno tutto italiano, di farsene un’idea. «È una mappatura dei principali esponenti, dei collettivi, e dei gruppi d’azione – spiega l’autore spezzino Francesco Maria Terzago. Ho curato un breve saggio introduttivo e poi due approfondimenti sull’artista Ivan. Il libro è di circa 160 pagine e, per certi versi, si integra con uno studio che ho svolto per il comitato di ricerca di cui faccio parte, e che sarà pubblicato nei prossimi mesi». Coautore MisterCaos ovvero Dario Pruonto. «Insieme a Ivan e molti altri, è stato il mio Virgilio, mi ha messo in contatto con una serie di realtà in tutto il Paese». Tutto per Terzago è iniziato nel 2011, quando ha ottenuto una borsa di ricerca e scambio culturale per recarsi in Cina. «Lì ho studiato le ragioni sociologiche del diffondersi, tra i giovani, del writing». Ha comunque sempre portato avanti un’attività di studio sui fenomeni di creatività urbana con pubblicazioni per varie riviste. «Da un lato produco poesie e, dall’altro, mi interesso a che cosa, fuori dai circuiti letterari e accademici, si intende come poesia; e che risultati creativi questo comporta». Una pubblicazione ricca di fotografie, infografiche, edita da Agenzia X (con l’impegno di Marco Philopat, il supporto di Paolo Cerruto e l’editing di Valentina Di Cataldo) che, inoltre, si pone delle domande sulla mitologia di questa volontà creativa.
«Continuo così una tradizione di riflessioni sullo spazio urbano e sulla creatività che, in modo spontaneo, gli dà vita, senza intermediazioni o una continuità con i sistemi istituzionali della cultura e dell’arte». Un libro policromo che tenta di esporre l’importanza di una componente relazionale, di un contesto socioculturale e politico in cui si sviluppa un dato fenomeno, parlando di società e di lingua. E soprattutto parla del desiderio e delle urgenze che muovono tantissimi giovani a intervenire sullo scenario che li circonda.
Marco Magi

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