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Più Kaos. Meno distopia o “dispotia” che sia

A/I è stata una preziosa avventura visionaria, un arcipelago di libertà abitato da gente che rischiava tanto per ribadire il diritto al dissenso. Anime critiche alimentate da una filosofia di socializzazione, apertura e decentralizzazione. A/I offriva a gratis strumenti di comunicazione online non mercificati ed esterni ai circuiti della colonizzazione del web, una specie di infrastruttura digitale a disposizione di chi voleva che la rete diventasse un mezzo per far circolare i saperi senza creare poteri. 
A volte, quella gente e anche noi di Agenzia X, abbiamo volato alto, altissimo e credevamo che queste macchine avrebbero, un domani, potuto svolgere una transizione, trasformandosi in mezzi di produzione sociale della classe lavoratrice internazionale. 
Non è andata così, ma in qualche occasione ci siamo avvicinati. 
Ora A/I chiude. 
“Il collettivo chiude e sospenderà tutti i servizi a breve termine.” 
L'accusa dall'alto li ha definiti soggetti pericolosi, anche se non hanno detto per chi o per cosa sarebbero pericolosi. 
Forse perché tutti i nodi della loro rete sono contro ogni tipo di guerra? 
Oppure perché ci sono voci al loro interno che hanno il coraggio di denunciare la demenza del riarmo? 
Nel 2012 abbiamo pubblicato il libro +Kaos di Autistici e Inventati che è stato da subito ed è ancora oggi, scaricabile gratuitamente come pdf sul nostro sito. 
C'è una frase nel testo introduttivo di Ferry Byte che descrive in sintesi l'importanza del volume. 
“Il merito più grande di questo racconto corale – quasi una trascrizione di tante sottoculture underground orali emerse come un fiume carsico – è quello di umanizzare un certo tipo di comunicazione digitale: sapere che dietro un servizio comunicativo, una sigla, una rete di blog, un anonymous remailer si cela un preciso nickname, una persona in carne e ossa – con il suo carattere, sesso, età, opinioni.” 
A/I vs AI. L'intelligenza umana con tutta la sua fragilità e fantasia contro la gelida perfezione artificiale. 
A/I vs AI. Il rispetto per la natura contro la catastrofe climatica. 
Già da come si autodefiniscono loro stessi, cioè autistici e inventati, si potrebbe pensare a un granello di polvere cognitivo, un piccolo bug letterario capace di sballare gli ingranaggi di un grande data center. In realtà la loro esperienza va ben al di là dell'etica hacker, quel gruppo di persone ha mostrato una generosità sconfinata regalando a chiunque saperi, codici, programmi e servizi senza mai avere un tornaconto personale, solo perché credono che è sempre meglio cercare l'utopia nelle ali di una farfalla, piuttosto che sguazzare nello stagno della distopia. A questo proposito su Giap c'è un breve paragrafo che riprendiamo per sottolineare il concetto. 
“Abbiamo sentito definire quel che sta accadendo ‘distopico’. No, quel che sta accadendo è dispotico. Non è un semplice scambio di consonanti: cambia tutto. Tirare in ballo le distopie paralizza: contro una distopia che si avvera, cosa mai si può fare? L’avverarsi di qualcosa implica un destino, forze troppo grandi per poterle contrastare, forze cosmiche. Al contrario, scandire chiaramente i nomi dei despoti e i mezzi e i modi del loro dispotismo riporta tutto al suolo e apre la mente. Da che mondo è mondo, contro il dispotismo si lotta.” 
Ecco perché, proprio ora, ci lasciamo trasportare dalla volontà di volare ancora più in alto, alla ricerca di quel batter d’ali di farfalla che potrà innescare processi imprevedibili, fino a rovesciare le carte in tavola. La volontà di realizzare insieme nuove infrastrutture digitali, ma soprattutto nuovi arcipelaghi di relazione e convivialità. 
“Bisogna stare insieme, creare alternative insieme, imporre insieme storie diverse da quella, sempre uguale, che incessantemente racconta il potere”, si legge ancora su Giap, le stesse parole che riverberano alla fine del comunicato di A/I: 
“Ora mollate il pc, uscite, lottate, abbracciatevi e non perdete il sorriso.” 
Il famoso slogan che fu lanciato negli anni ottanta: “la testa nel computer, i piedi sulla strada”, ora si potrebbe ribaltare. “La testa sulla strada, i piedi sul computer”, nel senso che il pensiero e lo sguardo deve essere puntato sugli incontri e sui sogni che si generano nelle collettività, sugli scambi di opinione vis a vis, sulla creazione di idee condivise, sui progetti da fare insieme nel futuro. 
Sulle tastiere e sugli schermi servono invece scarpe robuste per camminarci dentro, e a chi dubita considerando il fatto che adesso si sono rotte, noi rispondiamo: “eppur bisogna andar”. 

AgX

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Mercoledì 3 ottobre 2012
Mercoledì 22 agosto 2012
Giovedì 12 luglio 2012
Domenica 8 luglio 2012

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