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Alessandro Bertante

Contro il ’68

La generazione infinita

I sessantottini autosconfitti sono stati sistemati nell’industria culturale, da dove era più facile svolgere il ruolo che i vincitori gli avevano assegnato, cioè riscrivere la storia.
dalla prefazione di Marco Philopat

Se le generazioni vanno giudicate soprattutto per l’eredità che lasciano, è davvero strano che i sessantottini siano riusciti a confondere le carte per così tanto tempo. Come è possibile che, nonostante gli anni ottanta, il berlusconismo e la Lega, i fascisti al governo, la sottocultura televisiva e il precariato eretto a sistema di gestione del lavoro, nessuno abbia ancora messo seriamente in discussione il percorso politico e la parabola esistenziale della generazione infinita? Con questo pamphlet amaro e provocatorio Alessandro Bertante, figlio di quella generazione, solleva contro il mito del ’68 i dubbi, le critiche e i rancori di chi si è trovato a fare i conti con una realtà molto distante dalle favole compiaciute che i contestatori di un tempo si ostinano a rievocare.

C’è dibattito…
http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/

Alessandro Bertante (1969), scrittore e critico letterario, ha pubblicato romanzi e saggi tra cui Nina dei lupi e Al Diavul (Marsilio), Contro il ’68 (Agenzia X), Malavida (Leoncavallo Libri) e Re Nudo (Nda Press). È condirettore artistico del festival letterario Officina Italia. Vive e lavora a Milano.

pp. 96 • 2007

ISBN 978-88-95029-05-4



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