Mutate or die
www.varesenews.it, 24 giugno 2020 Mutate or die. In viaggio con la Mutoid Waste Company
Si intitola Mutate or Die, in viaggio con la Mutoid Waste Company, pubblicato da Agenzia X Edizioni, ed è l’opera che segna il debutto di Rote Zora, al secolo Elisa Fosforino. Nel libro racconto, basandosi soprattutto su interviste, l’autrice racconta la storia del gruppo Mutoid Waste Co. nato a Londra negli anni della Thatcher dall’incontro di artisti, attivisti e meccanici per creare sculture ad alto contenuto distopico, recuperando materiale di scarto. Con le loro performance hanno anticipato e influenzato la cultura rave e molte delle pratiche sociali che si sono opposte al grande business delle multinazionali dell’intrattenimento. Ogni azione e creazione mutoide strizza l’occhio all’immaginario distopico e cyberpunk della letteratura di fantascienza (Gibson, Philip Dick ma anche Burroughs e altri) e di fumetti come 2000 A.D. Fin dall’inizio hanno scelto di vivere in comunità all’interno di edifici e capannoni dismessi o costruendo villaggi a impatto zero nelle zone abbandonate, come Mutonia a Santarcangelo di Romagna, convertendo camion, bus e furgoni in case sempre in movimento. I Mutoid sono ancora oggi molto conosciuti e riconosciuti come precursori di una particolare lettura della junk art/culture. Joe Rush, fondatore del gruppo, ha curato la chiusura delle Paralimpiadi di Londra nel 2012. All’inizio degli anni novanta l’intera comunità di artisti si spostò in Italia, nei pressi di Santarcangelo di Romagna, installandosi in una vecchia cava lungo il fiume Marecchia, di proprietà demaniale, creando un “villaggio degli scarti” che chiamarono Mutonia.
tonyface.blogspot.com, 24 giugno 2020 Rote Zora – Mutate or die
La Mutoid Waste Company è stata ed è una delle esperienze più innovative, creative, surreali ma altrettanto pragmatiche e inserite nel contesto sociale attuale, degli ultimi decenni. Artisti di strada, itineranti, alla ricerca di un modello di vita alternativo a quello capitalista/consumistico imperante che la Tatcher (nacquero nei primi 80 in Inghilterra proprio in reazione alle sue modalità politico sociale che smantellarono il welfare in Gran Bretagna) espresse nel peggiore dei modi, aprendo la strada alla devastazione sociale attuale. Attraverso il riutilizzo di materiale diventato rifiuto costruirono ingegnose e spettacolari macchine ma soprattutto un'identità e un modello di vita nuovo.

«Viviamo secondo la mutazione per dimostrare ogni giorno che uno stile di vita alternativo è possibile.» (Emma)

Alla base il concetto del Do It Yourself e il No Future mutuati dal primo punk, trasportati in una difficile e complessa vita reale.

«I Mutoid erano allora all'avanguardia perché avevano posto l'accento sul concetto del DIY, riciclando tutta la merda che la società capitalista buttava via per farla diventare opera d'arte, quando nessuno ci aveva mai pensato. Il DIY rimane un'idea e un incredibile stimolo per i giovani ma anche per tutti i lavoratori del mondo.» (Marco Philopat).

Trovarono "casa" a Sant'Arcangelo di Romagna dove tutt'ora la loro comunità MUTONIA risiede. Il libro ne descrive alla perfezione e con passione le vicende attraverso le testimonianze dei diretti protagonisti e un compendio fotografico che ne riassume bene lo spirito.

«I MUTOID mettono al bando la neonata cultura dell'usa e getta, in virtù di una cultura che potremmo chiamare dell'usa e riusa. I rifiuti prendono sembianze zoomorfe e antropomorfe, i veicoli diventano fantasmagorici mezzi di trasporto o bizzarre case su ruote, mentre gli edifici abbandonati vengono occupati per viverci dentro. Se il pezzo di rottame può essere metafora di decadimento umano e isolamento sociale, le sculture di scarti mutanti traducono per contrappasso la condizione di rifiuto umano nell'attitudine alla negazione dei valori veicolati dal capitalismo (come privatizzazione, subordinazione e alienazione) e nel rigetto del sincopatico ritmo di vita ed economico del PRODUCI, CONSUMA, CREPA.»

Andai a Mutonia nei primi anni 90 e rimane una delle esperienze più particolari e suggestive che abbia mai fatto...

di TonyFace

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