slamx_2016

Slam X 2016

Venerdì 16 e sabato 17 dicembre 2016
@ Cox 18 • via Conchetta 18 • Milano

Slam X • 1917, 1977, 2017. La rivoluzione dà i numeri
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PROGRAMMA
Venerdì 16 dicembre: dalle 21.30

Premio Alberto Dubito di poesia con musica IV edizione (www.premiodubito.com)

21,35 • Alberto Grein e Antonella Spina
21,45 • filmidee.it
22,00 • Franco Buffoni
22,20 • Roberto Paci Dalò + Gabriele Frasca
23,00 • Inizio Premio Dubito con i finalisti: Gabriele Stera | LeParole | Eugenia Galli e Luca Pasini | Cristiano Mattei
00,00 • Acidents Polipoètics
00,30 • VINCITORE Premio Dubito
00,45 • Coquelicot Mafille
01,00 • Burbank
01,15 Acero Moretti
01,30 • Simone Savogin
01,40 • Esa
Dj: Pablito el Drito

Che avanti così/ no non si può/ ed esci fuori còn/ la nitro in testa/ in mezzo all’orchestra/ di clacson per lanciare sillabe molotov/ MON FRÈRE/ TI INVITO A RESISTERE Alberto Dubito(1)

Se provassimo a dare i numeri, potremmo comporre una poesia senza tempo, prendere spunto dalle tre date del sottotitolo e scrivere con la nitro in testa frasi che vanno di corsa da un’epoca all’altra e che nuotano nel pentagramma della storia come girini in uno stagno. Potremmo andare alla ricerca delle sintesi, dei concentrati di essenze e di profumi, di veleni e di malignità. Scuotere, far uscire dal torpore, rendere la poesia dell’azione esaltante come una vittoria in trasferta. Muoversi, commuovere e far muovere, perché solo il movimento reale può distruggere e superare lo stato di cose presenti.
Poesia urlata, rap, poetry slam, poesia recitata e poesia musicata. Gli ospiti della prima sera di Slam X, ideata in collaborazione con Lello Voce, saranno poeti esordienti e poeti navigati, slammer timidi e slammer scatenati, musicisti di poche parole e musicisti logorroici. Anche quest’anno è prevista la votazione del pubblico ai quattro finalisti del Premio Dubito(2) e la premiazione del vincitore che avverrà a metà della nottata. Prima e dopo si intervalleranno Gabriele Frasca accompagnato da Roberto Paci Dalò, Lo stato sociale, la poetessa visiva Coquelicot Mafille, il poeta Franco Buffoni e due tra i più attivi rappresentanti della LIPS, la Lega Italiana del Poetry Slam: Alessandro Burbank e Simone Savogin. Poi i rapper Esa e Acero Moretti, gli ultimi visionari del collettivo Filmidee, il didgeridoo di Alberto Grein e infine i favolosi Acidents Polipoetics, un duo di Barcellona che mischia poesia, performance e humor.
Sarà venerdì notte difficile da dimenticare grazie al suo frenetico susseguirsi di stimoli e flash ad alta tensione, con accelerazioni e rallentamenti, drammi e ilarità. Uno stop & go senza tregua per segnare il tempo e sognare di andare fuori dal tempo.

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PROGRAMMA
Sabato 12 dicembre: dalle 21.15

21,15 • Franco Berardi Bifo “La rivoluzione dei numeri”
21,45 • Claudia Galal
22,00 • Massimo “Bunny” Berni + Mauro Cassinari
22,20 • Stefano Valenti
22,30 • Giovanni Mastrangelo
22,40 • “Chiedi al 77” intervista dal vivo di Alba Solaro (I due quarantenni intervistati saranno Valerio Millefoglie e Deniz Zahirovich)
23,00 • Claudio Fasoli
23,20 • Luca Vitone “Der Zukunft Glanz”
23,30 • Oreste Scalzone + La banda degli Ottoni
23,50 • Claudia Durastanti
23,55 • La Crus: Mauro Ermanno Giovanardi e Cesare Malfatti
00,25 • Ivan Carozzi “Febbre di un sabato pomeriggio”
00,35 • Manuela Pellegatta
00,50 • GG Zero (Luigi Galmozzi)
01,05 • Pablo Echaurren e Giulio Valentini
01,25 • Filippo Andreani
01,50 • Azione di STRASSE
02,10 • The Gluts
Dj: Ubi Broki & Towsea

La rivoluzione è sogno e bisogno, un desiderio in costante sottofondo che affiora e s’immerge come un delfino. È avventura esistenziale, stile di vita e disincanto rispetto a una pretesa di senso. Un sentiero meno avvilente, e forse meno mortificante, della gran parte degli altri destini comuni.
Dalla sua prima edizione nel dicembre del 2009, Slam X ha sempre tentato di coniugare l’impegno artistico con il concetto rivoluzionario, in questa edizione abbiamo voluto dare risalto a due date fondamentali del Novecento, chiedendo a tutti gli ospiti della seconda serata di provare a descrivere le connessioni con il presente dal loro punto di vista. Mauro Ermanno Giovanardi, Filippo Andreani, Manuela Pellegata, il gruppo The Gluts e il sax di Claudio Fasoli suoneranno alcuni brani alternandosi sul palco con le scrittrici Claudia Durastanti e Claudia Galal, poi Giovanni Mastrangelo, Stefano Valenti e due tra i protagonisti del 1977: Oreste Scalzone e Pablo Echaurren.
Ci saranno inoltre delle novità, 5 progetti speciali preparati per l’occasione sul tema di questa edizione di Slam X. Bifo e Rodrigo d’Erasmo in La rivoluzione dei numeri, Ivan Carozzi in La febbre di un sabato pomeriggio. Un’intervista dal vivo di Alba Solaro intitolata Chiedi al 77.
Una performance di teatro danza di Azione di Strasse e Luca Vitone presenterà il suo cortometraggio Der Zukunft Glanz. Infine ci sarà una parentesi per ricordare GG Zero, il fonico di Cox 18 e di tutte le edizione del festival che ci ha lasciato nel dicembre scorso.

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COMUNICATO
Slam X • 1917, 1977, 2017. La rivoluzione dà i numeri
di Marco Philopat e Andrea Scarabelli

Diamo i numeri. La tempesta perfetta è iniziata e nessuno se ne sta accorgendo. Il crack del sistema s’avvicina alla velocità di una moto robot e la realtà assomiglia sempre di più a qualche pagina da I Buddenbrook. Eppure l’indifferenza regna incontrastata.
1917, 1977, 2017… Slam X dà i numeri e scommette sulla rivoluzione.
D’altronde la matematica, come diceva lo stesso Thomas Mann, “è un gioco dell’aria, anzi addirittura fuori dell’aria”, senza polvere a inquinare il pensiero. Ci schieriamo quindi tra coloro che danno i numeri, superando in un balzo il timore del binomio che contrappone creatività e follia. Liberi dalla normalità analizziamo quindi il manicomio del presente, divertendoci a spezzettare le frasi del discorso che vi volevamo esporre linearmente, utilizzando la tecnica del cut up letterario. Ai nostri commenti saranno intervallati piccole parti tratte da due opere che richiamano il 1917 sovietico e il 1977 italiano: il libro di John Reed Dieci giorni che sconvolsero il mondo e il monologo di Dario Fo intitolato La nascita del giullare.

La fine del capitalismo è un argomento emerso più volte nel corso di questi ultimi decenni. Nell’estate del 1917 in Russia le classi possidenti diventavano sempre più conservatrici, le massi popolari sempre più radicali. Il padrone dice che quella terra è sua, manda il notaio, manda il prete, ma il contadino che l’aveva coltivata non cede. Circolano trilioni e trilioni di euro e dollari in contanti che a quanto pare non sono serviti a nulla. Il comitato ha detto di aspettare, intanto abbiamo piazzato i cannoni laggiù, dietro le cataste di legna. Era una volta solo un ammasso di pietre, ora che la resa fertile, quella terra è delle sue braccia, della sua fatica e di quella della moglie e dei figli. Il lavoro lo svolgono in gran parte le macchine, la media dei salari si è ridotta e le ingiustizie sono aumentate in maniera insopportabile. Quando entrammo, Kamenev leggeva la lista dei ministri arrestati. Allora il padrone ritorna con i suoi sgherri, fa afferrare il contadino, si cala i pantaloni e violenta la moglie davanti agli occhi dei figli. Quando un sistema, biologico, chimico o sociale, devia troppo spesso dalla sua situazione di stabilità, non riesce più a trovare l’equilibrio. Vi era tanto da fare! Impadronirsi degli organi del governo, organizzare la città, lottare contro la Duma, fermare gli eserciti tedeschi, fare propaganda da Arcangelo a Vladivostok. Il contadino riesce a liberarsi, prende la zappa, la sta per scagliare sul padrone, ma la moglie lo ferma. “È proprio quello che vogliono.” Le forze finora dominanti sono fuori controllo e nel caos sistemico tutti sono in lotta per determinare l’assetto futuro. Erano esattamente alle otto e quaranta quando una tempesta di applausi annunciò l’entrata della presidenza, con Lenin, il grande Lenin. Il contadino butta per terra la zappa e ascolta il consiglio della moglie e così perde la terra e non riesce più a guardare in faccia lei e i suoi figli. A osservarlo da vicino è uno spettacolo sconvolgente, ma affascinante, perché con un colpo d’occhio ti permette di vedere il futuro nero della globalizzazione. Il movimento operaio, nel nome della pace e del socialismo, vincerà e compirà i suoi destini. I figli scappano via, la moglie impazzisce e il contadino vuole impiccarsi. I manager dagli stipendi favolosi sono del tutto irresponsabili, tanto se va a picco la società loro non ci rimettono mai. Mentre si mette il cappio al collo, il contadino viene affiancato da Gesù Cristo che gli dice. Questi amministratori delegati non sembrano persone, sono oggetti intercambiabili, tutti uguali, come nel film Matrix, i replicanti saltano fuori da tutte le parti. I soldati dei blindati erano la chiave della situazione; chi le aveva in mano poteva prendere la città. “Forse non hai ha capito la cosa più importante, non ti sei preoccupato degli altri, non hai pensato a distribuire e accomunare quel poco che hai con gli altri disgraziati come te.” Una teoria espressa da anziani pensatori marxisti, irriducibili ribelli, corvi visionari e giullari di strada. Il programma consisteva nella pace, nella terra, nel controllo dell’industria e in un governo operaio. “È proprio quel poco che hai che devi dividere con gli altri, se vuoi che gli altri dividano con te il tanto che tu hai bisogno di avere.” Dalla crisi economica del 2008 si è perso il 13% della produzione globale e il 20% del commercio, mentre la popolazione del pianeta terra è cresciuta di oltre il 8%. A ogni angolo di strada, folle immense si accalcavano attorno a gruppetti che discutevano animatamente. “Rivoluzione! Rivoluzione!”. “Avresti bisogno di avere appoggio, solidarietà e consigli, anche nella lotta, anche nella condizione in cui ti trovi”. Una volta erano due su cento, ora sono almeno venti su cento. Diamo i numeri ma non riusciamo neanche a fare una semplice addizione. Allora le truppe sovietiche circondarono l’edificio e aprirono il fuoco. “E soprattutto non hai parlato agli altri, non hai descritto, non hai raccontato la tua storia e così non ti sei messo insieme agli altri per combattere contro chi vi schiaccia e che vi sfotte.” La conflittualità sociale è vertiginosamente diminuita, lasciando spazio a guerre infinite e a tiranni ancora più sadici. Fu così, tra il rombo dell’artiglieria, nell’oscurità, fra gli odi, la paura e l’audacia più temeraria, che nacque la nuova Russia. Gesù Cristo fa un miracolo, afferra il contadino e gli dà un bacio, cosicché la sua lingua si mette in moto e costruisce, inventa parole, il cervello si riempie di idee. Un nuovo crack, ma stavolta potrebbe essere una deflagrazione molto più devastante.
Lo vedremo nel 2017, centenario della rivoluzione di ottobre e quarantennale di un’altra sommossa di popolo ancora irrisolta.
Buon Slam X a tutti!

Note
(1) Alberto Dubito (Treviso, 1991-2012) è stato poeta, musicista, attivista e fotografo dal talento precoce, capace di spaziare con eclettismo tra le diverse forme espressive. Il suo sguardo filtra le verità preconfezionate attraverso il dubbio, senza dimenticare il gusto genuino per l’ironia e il gioco spericolato con le sillabe e le sonorità delle parole. Agenzia X, con cui collaborava, ha pubblicato nel 2012 la raccolta dei suoi scritti Erravamo giovani stranieri.
(2) Il Premio Alberto Dubito di poesia e poesia con musica ha una cadenza annuale ed è riservato ai giovani poeti, musicisti, performer che non abbiano ancora compiuto il 35simo anno di età. L’iscrizione è gratuita, il premio è in denaro e i lavori dei finalisti sono raccolti in una pubblicazione edita da Agenzia X. La giuria conta molti nomi illustri (Nanni Balestrini, Emanuele Trevi, Aldo Nove, Manlkio Benigni, Kento ecc.) http://www.premiodubito.it/

www.agenziax.it • www.premiodubito.it • cox18.noblogs.org

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Per rinfrescarsi la memoria su Slam X, trovate qui quasi tutti i video , e programmi delle edizioni precedenti:

Slam X 2015 – La rivoluzione è una valanga di anime frementi

Slam X 2014 – La rivoluzione è una ginestra

Slam X 2013 – La rivoluzione che non lascia indietro

Slam X 2012 – Rivoluzione è scrivere tempesta

Slam X 2011 – Scrivere rivoluzione a tutti i costi

Slam X 2010 – La rivoluzione con le bombe di carta

Slam X 2009 – Per fare rivoluzione servono belle parole

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