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SLAM X 2013

SLAM X
La rivoluzione che non lascia indietro
venerdì 13 e sabato 14 dicembre 2013
@ Csoa Cox 18 – Milano

Venerdì 13 dicembre

DJ Pablito e Sospè
21,40 – Paolo Cerruto
21,50 – Bolge
22,05 – Julian Zhara
22,15 – Eell Shous
22,35 – Luisa Pianzola
22,50 – Musteeno
23,10 – Stefano Raimondi
23,25 – Moder
23,45 – Gabriele Stera
00,00 – Loop Loona + Gricinella
00,25 – Francesca Genti – Manu Puma
00,45 – Paolo Agrati
01,00 – Uochi Toki
1,30 fine live – 1,45 tutti fuori – 2,00 COX chiuso

Sabato 14 dicembre dalle 21.00 alle 03.00

DJ Ubi Broki
21,00 – Superteste (Contin – Di Caprio – Tamberi)
21,10 – Andrea Nani
21,20 – Experi-mental
21,30 – Giulia Cavaliere
21,40 – Roberto Maggioni + Rella The Woodcutter
21,55 – Marco Aime
22,05 – Sebastiano Filocamo
22,20 – Matteo B. Bianchi
22,30 – Steve Piccolo + Isola Art Center
22,55 – Girolamo De Michele
23,05 – Ospite segreta
23,20 – Lello Voce + Frank Nemola
23,40 – Cristiano De André
00,00 – Sandra Ceccarelli
00,15 – Garbo
00,30 – Valentina Bulzi, Delgaste – BriseArt
00,45 – Cristiano Armati
00,55 – Minnies
01,10 – Giorgio Fontana
01,25 – Sarah Stride
01,40 – Giona + Norman Bates
01,55 – 2+2=5
2,05 – Vincenzo Vasi
2,20 fine live – 2,45 tutti fuori – 3,00 Cox chiuso

Venerdì 13 e sabato 14 dicembre 2013, nel c.s.o.a. Cox 18 (via Conchetta 18, Milano) avrà luogo la quinta edizione di Slam X, il festival di reading e performance organizzato da Agenzia X (per la direzione artistica di Marco Philopat e Andrea Scarabelli) con la partecipazione di numerosi scrittori, musicisti e artisti che rappresentano stili, sensibilità e opinioni differenti, ma pronti a salire sul palco per leggere testi, alcuni musicati altri figurati, che richiamano a un’idea critica della società contemporanea.

Nonostante le due bandiere contrapposte siano issate da tempo, il 2013 si è ormai chiuso senza alcuna svolta universale, l’annunciata apocalisse maya è stata un flop e i due papi non sono gay. Al Cairo il tumulto è svanito in una carneficina, il fuoco di Istanbul era troppo debole e in Italia c’è chi ha ancora paura del cambiamento, anche se ogni sei mesi si ritrova un nuovo smartphone tra le dita. Tra i due schieramenti c’è chi rimane neutrale pur lavorando il doppio di ieri, martoriato dal vivo ricordo dei giorni migliori, tanto diversi da quelli presenti. La maggior parte riesce appena a sopravvivere e vede la propria situazione peggiorare di giorno in giorno. Al di là del campo minato, i grandi proprietari e gli intellettuali a loro servili, sono impegnati a deviare l’attenzione del pubblico. La strategia della distrazione è indispensabile per intralciare la coesione tra le dinamiche caotiche del nostro fronte. Non c’è tempo per pensare, non c’è tempo per stringere alleanze. Tuttavia qualche segnale di scomposizione del monolite si è palesato in questi ultimi mesi. Gli old media si sono dimostrati maldestri e cialtroni come non mai, l’immagine del pietoso nugolo di cronisti e fotografi che soffia sull’unica fiammella di un cassonetto durante la manifestazione del 19 ottobre scorso, è l’emblema di chi non riesce più a comandare come prima. (1)
Con il diffondersi del web, la controinformazione sta vincendo una battaglia importante, ma non è l’unica. Tutte le produzioni di musica, letteratura, cinema, arti grafiche e teatro sono radicalmente cambiate e nessuno ha più bisogno di chissà quali strumenti per rendere pubbliche le proprie attività. Aggiungendo a tutto ciò il ruolo dell’autore che si sta fondendo sempre più con quello del fruitore, si ricava un preciso quadro di quali siano le dimensioni espresse da questo terremoto del settore. Tuttavia i bisogni culturali si sono estremamente personalizzati e i gusti sono frammentati in migliaia di nicchie. Siamo ancora fermi qui, in uno scenario che ci assilla da anni. Proprio nel momento in cui le portaerei del nemico cominciano a imbarcare acqua, a noi resta il problema di come mettere in relazione singolarità così disparate e soprattutto non sappiamo ancora quali saranno le potenzialità che eventualmente entreranno in gioco.
Alle volte, quando due potenziali forze s’incontrano, si registra un fenomeno che non si vede, non è programmato né programmabile. Un fenomeno che riguarda la sfera dell’affettività verso chi prova a rialzare la testa, in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo decida di farlo. Una sorta di solidarietà (2) automatica che scatta quando due persone si guardano negli occhi e si riconoscono, come un lampo invisibile, un colpo di bastone al vento.
Il sottotitolo di questa nuova edizione di Slam X, La rivoluzione che non lascia indietro, vuole sollecitare la creazione di un clima solidale su tutto il fronte amico, evitando la voglia di scalare una parete di roccia a strapiombo saltando sulle spalle altrui. Su quella roccia cerchiamo piuttosto di arrampicarci insieme, senza lasciare indietro nessuno.
In Cox 18 non ci sono camerini né spazi riservati.

Venerdì 13 dicembre 2013 dalle 21,00 alle 01,30
La rivoluzione che non lascia indietro

Prendimi per mano e andiamo per le vie a piedi scalzi leggendo tra le ferrovie gli avvisi dei nostri sorrisi divisi (Alberto Dubito)

La prima serata di Slam X è quest’anno interamente dedicata all’incontro tra la poesia e il rap. Scarty Doc degli Eell Shous (3) ha scritto un gioco di parole su questa unione che vogliamo condividere. Da una parte “Undici sillabe di peso, una manciata di terzine in altezza, da secoli considerata l’estensione ritmica dei sentimenti, ecco a voi la poesia”. Dall’altra “Quattro quarti di peso, cinque minuti di strumentale in altezza, da quasi quarant’anni raccoglitore di vita e racconti di strada, ecco a voi il rap”. Venerdì 13 dicembre sul palco di Cox 18 andrà in scena la narrazione di un confronto tra poeti e rapper che si alterneranno sul palco come tanti lampi invisibili.
Tra gli ospiti della giornata iniziale di Slam X, ci saranno due finalisti e il vincitore (Gabriele Stera) del Premio Dubito di poesia e poesia con musica (www.premiodubito.com). L’intera serata è dedicata ad Alberto Dubito (4).

Sabato 14 dicembre 2013 dalle 21,00 alle 03,30
La rivoluzione che non lascia indietro

Cercare i nostri eguali / osare riconoscerli / lasciare che ci giudichino / guidarli esser guidati (Franco Fortini)

Nella seconda serata di Slam X ci sarà spazio per letteratura, musica e performance declinate nei vari stili e linguaggi, con rapidi cambi di scena in territori differenti. Introdotti dal dj set, gli autori saliranno sul palco mischiandosi tra esordienti, veterani e il pubblico stesso, al quale si richiederà una partecipazione attiva. Una miscela di frammenti testuali, collage sonori, brevi assolo teatrali e immagini in rapida sequenza, in un clima ad alta tensione. Una scarica frenetica di colpi di bastone al vento con accelerazioni e rallentamenti, drammi e ilarità. Uno stop & go senza tregua.

Note
(1) Non è del tutto colpa dei giornalisti magari precari, sono le redazioni che vogliono il sangue, belve e gladiatori da buttare in pasto all’arena con il pollice verso che eccita share e like. Ma chi sta nelle redazioni? Una bella domanda da fare a chi cerca o vuole conservare un lavoro, armandosi di telecamera, casco, microfono e malox in tasca.
(2) La parola solidarietà, nonostante l’inquinamento lessicale, ha in sé qualcosa di immediatamente convincente, perché esprime quell’autentico senso comunitario tramandatoci da un proverbio dell’antica Grecia che dice: “Tra amici tutto è in comune”: non si distingue più fra la mia proprietà e quella degli altri; quello che è mio, è anche tuo.
(3) Gli Eell Shous sono un gruppo rap milanese, finalisti del Premio Dubito. Il pezzo riportato è tratto da Incastri metrici Vol. 3 a cura di Marco Borroni.
(4) Alberto Dubito (Treviso, 1991-2012) è stato poeta, musicista, attivista e fotografo dal talento precoce e sorprendente, capace di spaziare con grande eclettismo tra le forme espressive. Agenzia X, con cui collaborava, ha pubblicato nel 2012 la raccolta dei suoi scritti Erravamo giovani stranieri, e proprio nei giorni di Slam X sarà disponibile il libro sul Premio di Poesia e di Poesia con musica Alberto Dubito. Il suo sguardo filtra le verità preconcette attraverso il Dubbio che mette in discussione le certezze acquisite ed è pronto a percorrere nuove strade, senza dimenticare il gusto genuino per l’ironia e il gioco spericolato con le sillabe e le sonorità delle parole.

Grafica di Biró
http://www.robertamaddalena.com/

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