slam

Guida liquida al poetry slam

Il Giorno, 7 luglio 2016
+ La rivincita della poesia. Quindici anni di poetry slam
“Nel 2001 in Italia i poetry slam si contavano sulle dita di una mano, oggi se ne organizzano a centinaia.” Dome Bulfaro, poeta, performer, insegnante, direttore artistico di Poesia Presente, fondatore e presidente fino a qualche mese fa della Lega italiana poetry slam (cui è subentrato Davide “Scarty Doc” Passoni), dopo 15 anni mette un punto.
Il risultato è la Guida liquida al poetry slam. La rivincita della poesia, 300 pagine che fissano sulla carta una storia che è anche il raggiungimento di un traguardo. “Dopo 15 anni – spiega l’autore – era giusto tirare le fila e colmare un vuoto critico e storico. Serviva ricostruire la storia dello slam in Italia e far sì che il movimento avesse una guida, anche per toglierci qualche sassolino dalle scarpe. Il poetry slam è stato letto dagli accademici come movimento di secondo piano, mentre stava cambiando la pelle e la sostanza della poesia orale.”
Ne è nata una guida storica, antologica (con più di 35 autori selezionati con le loro principali poesie) e pratica con notizie sui siti da consultare, il regolamento, l’organizzazione, i filmati, le scene più importanti. Un libro molto narrativo, con più di 50 interviste tra cui 12 a rappresentanti dei 5 continenti. “Sono un centinaio le persone che hanno composto con me questo libro – continua Bulfaro. Perché il movimento slam è un movimento orizzontale fatto di mille voci, comprese quelle critiche.”
E a Monza e in Brianza ha trovato la sua casa. “Il primo slam in Brianza è avvenuto nel 2005 alla biblioteca di Vimercate. Il cammino ha avuto un primo impulso forte tramite il Tambourine di Seregno e poi con Poesia Presente, che ha dato subito un taglio glocal, quello dello slam locale con ospiti internazionali.” Monza è stata sede della prima finale del campionato della Lega italiana e artefice del campionato under 20. È brianzolo il due volte campione italiano Simone Savognin, così come è italiano il secondo classificato (Paolo Agrati), mentre la campionessa under 20 è una studentessa di Monza, Rebecca Maslowsky, tra i primi dieci anche della finale adulti.
E poi c’è la casa editrice Mille Gru, con libri e una collana per bambini di taglio terapeutico, perché il poetry slam funziona anche su questo livello, come sperimentato nei laboratori: un percorso pionieristico affrontato recentemente a Monza sul tema della morte, che ha coinvolto, bimbi, adolescenti e adulti. Perché lo slam è soprattutto gioia e libertà. “Se credete che la poesia sia noiosa è perché non avete mai partecipato a un poetry slam – racconta la guida. Attraverso la gara, condotta da una comunità libera e temporanea, formata da pubblico, autori e organizzatori senza alcuna barriera gerarchica, il poetry slam accompagna la poesia sul territorio del conflitto, sulla strada, nei bar affollati, nei locali dell’underground: gli unici luoghi dove può nascere un linguaggio condiviso che ancora non esiste.”

di Monica Guzzi

slamcontempoetry.wordpress.com, 17 maggio 2016
+ La guida liquida di D. Bulfaro: testimonianze di Dimitri Ruggeri
Da pochi giorni è disponibile la Guida liquida al poetry slam (Milano, 2016) a cura di Dome Bulfaro e edita da Agenzia X. L’autore, oltre che a metterci del suo, ha avuto la capacità di raccogliere contributi e testimonianze di figure e personaggi rilevanti della scena nazionale e internazionale dello spoken word.
Tra queste sono stati inclusi stralci di un’intervista che il curatore della pubblicazione ha proposto a Dimitri Ruggeri, ideatore di SlamContemPoetry (uno dei primi e più importanti spazi web in Italia a occuparsi in modo organico e a tutto tondo della spoken word) e primo organizzatore/Mce a introdurre nel 2010 in Abruzzo un poetry slam. Ringraziamo tra l’altro Dome Bulfaro per aver menzionato questo progetto nel capitolo Media & slam. Di seguito proponiamo le parti delle risposte fino a ora inedite.

Cos’è il poetry slam per te?
[La parte iniziale della risposta è pubblicata in D. Bulfaro (a cura di), Guida liquida al poetry slam (Milano, 2016, pag. 38)]. […] È proprio quando prevale uno dei tre (Parola, Poesia, Pubblico: di seguito PPP) che lo Slam perde la sua funzione di cenacolo. È evidente pertanto che il caos generato dalla sequenza PPP porta al cosmo, fine ultimo e utopistico e dell’uomo e della poesia. È altrettanto chiaro che il modus operandi del Poetry Slam deve essere (e lo è stato, fin dalle origini della poesia e nel corso dei secoli) quello della comunità totalizzante cui ho accennato, una comunità che opera nel mondo: con lo Slam il dialogo diventa democrazia. Da queste considerazioni tengo volutamente fuori l’Mce che deve essere, a mio avviso, come lo Spirito Santo.

Perché partecipi ai poetry slam o li organizzi?
In entrambi i ruoli riesco a vivere in comunione con quella parte del mondo che amo di più e cioè con la poesia. Lo slam è sia l’apostolo più diretto, più immediato e più convincente per il pubblico sia il ponte capace di stabilire una relazione che poi diventa fiducia e amore. Il catalizzatore di tutto questo è lo spirito competitivo più puro e ancestrale; in una parola olimpionico. Con lo slam l’impresa si compie come in una Maratona, non come in una disfida mortale al Colosseo.

Slam pro e contro. Cosa ami di più o non ami del Poetry Slam?
Risposta pubblicata in D. Bulfaro (a cura di), Guida liquida al poetry slam (Milano, 2016, pp 138-139).

Si può guardare all’effetto dello slam oltre il poetry slam stesso? Quanto il poetry slam ha cambiato in Italia la scrittura e il modo di dire ad alta voce in questo primo quindicennio del Duemila?
Non credo che lo Slam abbia questo ruolo né lo debba avere. Si dovrebbe sostenere con onestà che la poesia scritta e quella orale non debbano necessariamente incontrarsi e sostituirsi l’una all’altra; semmai dovrebbero dichiarare apertamente una resa incondizionata da ambo le parti ma paritaria. Entrambi sono strumenti completamente diversi che possono veicolare gli stessi messaggi; cambia forma, contenuto e contenitore ma – ripeto – si deve avere l’onestà nel sostenere che l’oralità della poesia non è la sorella minore della poesia scritta o muta bensì un padre biblico da rispettare.

L’MCe, oltre al pubblico e ai poeti, ha nel poetry slam un ruolo fondamentale. Quali sono le doti imprescindibili per essere un grande MCe?
Negli Slam cui ho partecipato e che ho visto ho apprezzato gli Mce che non lasciano traccia del proprio sé ma che sono giusti e imparziali e applicano il regolamento. Non dimentichiamoci che lo Slam è una gara e che la comunità resta coesa se ci sono regole anche nel caos; è vero che a vincere è la poesia ma è altrettanto vero che vince è il poeta, una sagoma umana in carne e ossa.

Ci racconti un aneddoto significativo vissuto in un poetry slam?
Nel 2010 ho organizzato il primo poetry slam ufficiale in Abruzzo (il Biennale Marsica Poetry Slam – BieM) e credo in Italia uno dei primi del centro-sud inserito in un evento rilevante multidisciplinare (La Biennale Marsica, Poesia arte e cinema). Ricordo ancora le decine di telefonate ricevute da parte degli aspiranti concorrenti, i quali, piuttosto che chiedere delucidazioni su cosa fosse un poetry slam, si preoccupavano di raccomandare sé stessi e le loro dannate poesie per vincere quello che appariva loro un concorso tradizionale di poesia. Altro aneddoto sbalorditivo: in una conversazione, un’amica, poetessa tradizionale, sosteneva che l’autore che pubblica deve stare attendo a esporsi nello slam perché così rischia di vanificare gli sforzi della casa editrice che tanto ha investito su di lui. Pazzesco.

www.ilcittadinomb.it, 24 aprile 2016
+ Dome Bulfaro firma la prima Guida liquida al poetry slam
Il poeta monzese Dome Bulfaro traccia per la prima volta un affresco completo del poetry slam in Italia e non solo: è la Guida liquida pubblicata da Agenzia X in libreria dal 5 maggio.
Il bello e il brutto di una cultura o di un fenomeno culturale “liquido” è che è difficile trattenerlo tutto in una volta: perché per ogni certezza c’è un dubbio e per ogni tentativo di categoria c’è un’eccezione che sembra metterla in dubbio. L’acqua, in fondo, non ha nulla se non la forma del suo contenitore: ha la forma che scegliamo di darle. Dome Bulfaro al poetry slam, che liquido è e rimane, ha deciso di dare la forma di un libro, firmando la prima guida italiana alla poesia ad alta voce – per dirla con la meno imprecisa delle traduzioni. Si intitola proprio Guida liquida al poetry slam e la pubblica Agenzia X, sarà in libreria dal 5 maggio ma si può già ordinare online.
Dome Bulfaro, sì: poeta, performer, artista, insegnante, tra i fondatori di Mille Gru e una delle anime di Poesia Presente a Monza, uno dei festival capostipiti delle sfide di poesia su un palco, dove contano la parola pronunciata (spoken word), l’interpretazione, il corpo senza mai trasformarli in teatro o rappresentazione scenica. Oggi è presidente della Lips, la Lega italiana poetry slam che ha organizzato il secondo Campionato italiano di poetry slam.
Il volume (334 pagine, 16 euro) si presenta così: «Se credete che la poesia sia noiosa è perché non avete mai partecipato a un poetry slam, la nuova frontiera dell’espressione artistica che ha rivoluzionato il mondo dei live. Chiedetelo a tedeschi, francesi, inglesi e a tutti gli appassionati che abitano in nazioni meno arretrate dell’Italia, paesi dove i poetry slam sono ormai più frequentati dei concerti rock». Dipende dai concerti rock, vien da pensare, ma questo non significa che non sia vero: il poetry slam che si muove su un confine spesso impalpabile tra musica e poesia, ma in assenza di musica, è un fenomeno in rapida crescita che, ricorda la guida, ha portato da una manciata di sfide all’inizio del millennio alle centinaia delle ultime stagioni.
Resta comunque un fenomeno sottopelle, nelle cultura diffusa: e allora per muoversi serve un Virgilio che faccia da guida nell’inferno (godibilissimo) del poetry slam italiano, qualcuno – o qualcosa, la guida appunto – che disponga di «informazioni storiche, riflessioni sociopolitiche, saperi filosofici e antropologici» oltre ad antologizzare criticamente «autori, stili, poesie» e a raccoglie «la più importante serie di interviste ai protagonisti nazionali e internazionali». Nella guida di Dome Bulfaro anche «un glossario pensante, un regolamento riconosciuto in tutto il mondo, e anche una serie di indicazioni pratiche per organizzare e condurre uno slam, oltre a una mappa delle maggiori scene e dei principali campionati mondiali».

di Massimiliano Rossin

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