fame

Fame

www.liberolibro.it, 29 settembre 2017
+ Angela Valcavi, Fame

Fame. Il romanzo di una fanzine, di Angela Valcavi, è un romanzo intenso, intriso di fame di rivolta, di visionarietà e di nostalgia tarkovskijana. Love will tear us apart, again, l’amore ci farà a pezzi, cantava Ian Curtis dei Joy Division proprio negli anni in cui è ambientato il romanzo. L’amore per i sogni e le utopie, ostinati e contrari al riflusso e all’emergere del qualunquismo, ma senza le armi degli anni di piombo, con la sola forza della creatività e dell’immaginazione non sottomessa. L’amore per quella tensione che – come scriveva Georges Bataille – vuole mettere in discussione se stessi e tutte le cose assieme, in una distruzione più intima, in uno sconvolgimento più straniante, per sovvertire tutte le leggi anche quelle non scritte.
Nell’estate del 1982 il bilocale di Marta è il punto di incontro per un gruppo di amici, finalmente il clima di repressione degli anni settanta volge al termine e sembra aprirsi un varco denso di nuove opportunità creative. Da un quartiere di Milano i giovani viaggiano alla ricerca di percorsi inesplorati per liberare la loro indole ribelle, smarcandosi dalla malattia del conformismo. L’idea di realizzare una rivista autoprodotta si trasforma in poche settimane nel progetto più totalizzante della loro breve esistenza, anche perché si rendono conto di avere tra le mani un formidabile veicolo per trasmettere la propria voce ad altre periferie delle città europee.
Un romanzo tra realtà e finzione che prende spunto dalla storia di “Fame”, una delle prime fanzine italiane, scritto da una testimone diretta. Tra squat e musica gli umori e gli amori si intrecciano, la vita sfocia in un’evoluzione che porta i redattori ad assorbirne gli stili di vita più radicali, dal post punk all’industrial. Sono gli eroi del quotidiano o gli antieroi sociopatici di un’epoca da dimenticare? Poi tutto si ferma. Una corsa per non perdere l’autobus. Un botto. Forse la marmitta di un’automobile che passa… Una bolla di sapone avvolge tutto e sospende la realtà portandosela via in un altrove lontano. Carichi di rabbia, impotenza e dolore, i protagonisti si fermano a guardare per un’ultima volta ciò che è stato, fino al momento in cui realizzeranno di non essere più invincibili. “La barca dell’amore” questa volta non “si è infranta contro gli scogli della vita quotidiana”, ma sotterraneamente ha prodotto forme e stili di vita molteplici e distanti eppure in sintonia sensibile tra di loro, nuove visioni e progetti, formule di socialità, partecipazione e divulgazione dei saperi, laboratori creativi, librerie pulsanti, officine multimediali, macchine immaginative non omologate, scantinati che diventano spazi espositivi autogeni, club con palchi calpestati da decine di band ogni settimana, centri di sperimentazione sociale che quotidianamente offrono eventi di tutti generi, che si trasformano in luoghi di socialità, installazioni e poesia… in preparazione delle connessioni impreviste che si dispiegheranno nei decenni successivi.

di Angela Greco

Il Quotidiano di Bari, 27 giugno 2017

+ Dopo gli esordi in una rivista punk nasce una scrittrice: Angela Valcavi

Angela Valcavi, dopo un’esperienza in una rivista “fanzine” – che nell’ambito del movimento punk assume negli anni Ottanta uno status di stampa indipendente e polemica nei confronti della società consumistica – esordisce nel mondo delle lettere con un libro dal titolo “Fame” che sarà presentato il 28 giugno prossimo.
“Fame. Carneade, chi è costui? L’interrogativo manzoniano ci aiuta a muoverci agevolmente nel ginepraio delle “fanzine”, derivante dai termini inglesi fan e magazine. Non solo. Ma anche a dare una risposta a taluni questi della neo-scrittrice: “Dov’eri tu negli anni ottanta? Bevevi il Campari, ti facevi una pera o pubblicavi una fanzine?”
“Nell’estate 1982 – apprendiamo – il bilocale di Marta è il punto di incontro per un gruppo di amici, finalmente il clima di repressione degli anni settanta volge al termine e sembra aprirsi un varco denso di nuove opportunità creative. Da un quartiere di Milano i giovani viaggiano alla ricerca di percorsi inesplorati per liberare la loro indole ribelle, smarcandosi dalla malattia del conformismo. L’idea di realizzare una rivista autoprodotta si trasforma in poche settimane nel progetto più totalizzante della loro breve esistenza, anche perché si rendono conto di avere tra le mani un formidabile veicolo per trasmettere la propria voce ad altre periferie delle città europee.
Un romanzo tra realtà e finzione che prende spunto dalla storia di “Fame”, una delle prime fanzine italiane, scritto da una testimone diretta.
Tra squat, musica, alcol e pasticche, gli umori e gli amori si intrecciano, la vita sfocia in un’evoluzione che porta i redattori ad assorbirne gli stili di vita più radicali, dal post punk all’industrial. Sono gli eroi del quotidiano o gli antieroi sociopatici di un’epoca da dimenticare?
Poi tutto si ferma. Una corsa per non perdere l’autobus. Un botto. Forse la marmitta di un auto che passa… Una bolla di sapone avvolge tutto e sospende la realtà portandosela via in un altrove lontano. Carichi di rabbia, impotenza e dolore, i protagonisti si fermano a guardare per un’ultima volta ciò che è stato, fino al momento in cui realizzeranno di non essere più invincibili”.
Dopo l’esperienza della fanzine “Fame”, Angela Valcavi ha lavorato nel progetto multimediale THX 1138 e nella rivista “Amen”. Dal 1989 ha dato vita alla pubblicazione di arte e rivolta underground Informe. Quindi, negli anni successivi ha proseguito nel suo percorso artistico tra scrittura e pittura. Il suo lavoro è in tutte le librerie e si può ricevere on line sui siti Amazon, Feltrinelli, Mondadori.

(v.copp.)

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