Premio Dubito 2016



slam-x-rassegna-stampa

Rassegna stampa SLAM X 2009

Hanno scritto di Slam X: “la Repubblica”, “Corriere della Sera”, “il manifesto”, Carmilla on line, City, libreidee

la Repubblica, 26 novembre 2009
Scrittori al centro
di Simone Mosca

Sabato e domenica al Cox 18 sperano che a tutta Milano fischino le orecchie. Slam X, la due giorni di reading e performance ideata da Marco Philopat e Andrea Scarabelli, porterà sul palco del centro sociale di via Conchetta 40 scrittori e musicisti, convinti che in città serva una svolta. Nessun “gettone”, tutti volontari, e nella lunga lista compaiono firme e voci molto conosciuti. Fra i tanti gli scrittori Giorgio Falco, Giuseppe Genna, Antonio Scurati (sabato), Paolo Cognetti, Sandrone Dazieri, Antonio Moresco (domenica). Ma anche musicisti, da Vasco Brondi, ovvero Le luci della centrale elettrica, a Max Casacci, chitarra e anima dei Subsonica. Spiega Philopat: «Abbiamo chiamato a raccolta autori disposti a confrontarsi in pubblico leggendo brani inediti e a mettere in discussione, in un luogo simbolo come il Conchetta, il modo di intendere la cultura in città». In questa pagina, quattro degli scrittori che partecipano spiegano la loro adesione al progetto e anticipano il contributo che porteranno (programma completo su www.agenziax.it).

Se il potere toglie il fiato
Giorgio Falco
«Sento un malessere che parte dalle radici, dalle basi, da elementi semplici del vivere come la respirazione. La situazione ambientale di Milano è indicativa, così come lo sono le scelte politiche a riguardo. Viviamo nell’asfissia, ma viviamo ormai nel più totale disinteresse per la mancanza d’aria. Anni fa avevamo almeno l’emergenza saltuaria delle targhe alterne, oggi non ci si pone nemmeno più il problema. Si scelgono parole di propaganda vuote, come Ecopass, che alla fine non significano nulla e etichettano progetti inutili. Ci sono meno, spazi, e non è questione della sola Milano. Serate del genere andrebbero fatte anche nei piccoli centri, in province sperdute, per recuperare una condivisione. Purtroppo mezzi a disposizione del potere politico sono ben altri, sono le tv, quei network locali che hanno assecondato i peggiori istinti delle popolazioni lombarde. Io presento il monologo di un imprenditore, che ha vari interessi, non ultimo nella macellazione. Un monologo anche sulla riconversione degli spazi: gli ex macelli diventano solo metri cubi».

Questa è cultura metropolitana
Antonio Scurati
«Lo spirito con cui aderisco è di assoluta congenialità. La formula dello slam, scrittori diversissimi tra loro per vocazione e provenienza, è la formula stessa della creazione. Anche perché riflette molto bene la natura della vita culturale metropolitana. Noi che continuiamo a sperare che Milano torni ad avere un ruolo europeo, non capiamo che la vita metropolitana è un continuo cadere di mondi in altri mondi. È una cultura molteplice, dispersa, e quando incontra i movimenti forti, dominanti, che cercano di prevalere sugli altri, finisce per morire. Conchetta è questo: un mondo che sta per sparire. Leggerò dei brevi testi che riflettono sulle culture egemoni degli anni ‘80, in cui la cultura di oggi si stava irradiando da un punto preciso di Milano: l’antennone di Cologno Monzese. Anzi, lungo due chilometri di tangenziale est, tra Cascina Gobba e Cologno, ce ne sono i due simboli precisi: l’antenna e l’angelo di cristallo alto otto metri che domina il San Raffaele. Lì è la storia milanese degli ultimi trent’anni. Conoscerla non è arrendersi, ma difendere la cultura marginale».

Ci sarò per difendere gli spazi
Paolo Cognetti
«Non sono soltanto scrittore e comprendo bene la necessità di avere a disposizione spazi liberi da vincoli istituzionali, dato che lavoro all’Arci Scighera. Nel caso di chi scrive o fa editoria come me, ci capita di conoscerci, di condividere le stesse difficoltà. Ci capita di dirci che Milano è un posto difficile non tanto per fare una rivoluzione, ma semplicemente per dare spazio alle voci. La due giorni per me è soprattutto difendere Conchetta, e indirettamente anche Torchiera o altri luoghi che per i milanesi sono un tesoro. Specifico che non ho delle posizioni radicali, dunque non comprendo come la politica sia in questo senso un referente che non accetta il dialogo a priori. Unica nota positiva: in fondo Conchetta doveva chiudere l’anno passato, le manifestazioni l’hanno tenuta viva. All’inizio volevo leggere I 23 giorni della città di alba di Fenoglio, storia di una minoranza sbaragliata da forze soverchianti. Alla fine ho scelto un mio racconto, Pelle e ossa, storia dell’anoressia borghese che ha afflitto la mia generazione».

Può ripartire tutto da qui
Giuseppe Genna
«Bellissima l’idea fare gruppo e mischiare musica e letteratura, in una città come Milano che è ferma in una palude e non si accorge della vitalità clamorosa che la percorre di nuovo, dopo molti anni di silenzio, e che sottoterra spinge. Purtroppo ho la sensazione che la cultura sia stata degradata a terziario avanzato, che non serva a niente essere capitale italiana dell’arte, dell’editoria, delle tecnologie digitali. Parlando dei libri, è un po’ lo stesso fenomeno angosciante per cui la grande editoria ha investito tanto nei teratosellers, definizione mostruosa di libri merce. Nella due giorni in Conchetta, al di là di rassegne come la Milanesiana o Officina Italia si vivrà un momento alto della cultura in città. In una sede storica in cui, insieme a Primo Moroni, ci siamo formati tutti. Romperemo i tappi che bloccano l’espressività, contro l’ordine “impolitico” e il trionfo della sottocultura, che nascondono ogni fermento. Se l’Italia riparte, riparte da Milano. Il mio reading racconterà i funerali di Primo Moroni, dove descrivo la commozione di sessantottini che già allora si sentivano grigi».

Corriere della Sera, 28 novembre 2009
Leggere per cambiare Milano
di Severino Colombo

Al Cox 18 Scrittori, poeti e musicisti «recitano» loro pagine sulla metropoli con pochi spazi alternativi
Da Genna a Dazieri: reading di protesta per una città più aperta

«Ho iniziato scrivendo un’ode a Milano, città che amavo. Oggi è cambiata, il mio racconto sarà un’elegia alla sua freddezza». Sandrone Dazieri dà la misura del «cambiamento climatico» in una metropoli che, negli ultimi anni, ha visto chiudere spazi alternativi per cultura, musica, socialità. Per dire che quest’andazzo a tutti non piace Agenzia X ha ideato «Slam x», due-giorni di reading, djset e libere espressioni al Cox 18 (oggi, dalle 21, domani, dalle 17, via Conchetta 18, ingr. con sottoscr.). Il Cox 18 è sotto minaccia di sgombero. Proprio lì quaranta tra scrittori e musicisti si alternano sul palco con brevi letture (max 10 minuti). Tema di fondo la Milano che cambia (in peggio). Dazieri legge un amaro brano della nuova avventura del «Gorilla» (in uscita a febbraio), Antonio Scurati racconta il «brutto» degli Anni 80, Vincenzo Latronico, che ora preferisce Berlino a Milano («Non ne potevo più dell’ aria culturale che si respira qui»), manda un inedito letto da un attore, mentre il De Profundis di Giuseppe Genna parte dai funerali di Primo Moroni, fondatore della storica libreria Calusca. C’ è chi si affida alle parole di altri. Come il torinese Max Casacci dei Subsonica: «un brano di Ugo Pirro sulla repressione». Tra le (poche) presenze femminili l’esordiente Matilde Quarti e la poetessa bolognese Silvia Avallone: «parlo di luoghi che non passano in tv e di cui quasi ci si vergogna, le periferie». E, in ordine sparso, voci che spaziano dall’impegno all’ironia: Giorgio Falco, Alessandro Beretta, Antonio Moresco, Matteo Speroni, Vincenzo Costantino Cinaski, Max Collini, Federico Dragogna. Fino alla performance anarchica di Marco Rovelli con brani di De Luca, Saviano e Wu Ming. Programma su www.agenziax.it.

il manifesto, 28 novembre 2009
Slam X, se le parole sono pietre…allora lanciamole!
di Luca Fazio

Due giorni in Cox 18 a confronto con tutti gli scrittori milanesi
Se per fare la rivoluzione servono belle parole, nel senso di scritte bene e possibilmente senza avere il timore di scontentare qualcuno – bisognerebbe avere il coraggio di scrivere sempre come se le persone di cui stiamo parlando fossero morte stecchite, diceva un tale che spettegolava memorie – allora forse serve anche uno spazio accogliente o respingente (De Corato è stato respinto, per esempio) per dare eco alle troppe voci afone che chiaccherano e scrivono in solitudine, collocandosi a sinistra.
Questa, sotto sotto, l’idea di Cox 18: per due giorni (oggi ore 21-02, domani ore 17-22) mettere insieme tutti (o quasi) gli scrittori milanesi, farli accompagnare da alcuni musicisti sideralmente distanti da minchiate tipo X Factor, e invitarli a dire e suonare la loro. Cosa scrivono? E perché? E come? Tecnicamente si tratta di un reading collettivo, ribattezzato Slam X perché l’invito generosamente accolto è stato confezionato da Agenzia X , l’ormai storico esperimento editoriale indipendente (non vi diciamo chi viene per non fare torto ai soliti ignoti…). Ne parliamo con Marco Philopat, scrittore che si agita a Milano.

Un bel frullato di letterature più o meno emergenti. Che senso ha?
Avevamo voglia di fare una festa, e ci è venuto in mente di raccogliere in una unica serata – poi sono diventate due… – quel fermento sotterraneo che esprime parole e musiche contro continuando però a restare un po’ depresso ed isolato davanti al computer di casa. A Milano c’è una produzione culturale alternativa di alto livello, ma non ci sono luoghi dove è possibile metterla in connessione. Cox 18 è uno dei palcoscenici underground più famosi, scusa se lo dico, del mondo, e non per niente viene criminalizzato da De Corato, l’uomo che esprime il peggio di questa città… l’attacco alle scuole pubbliche, l’ambrogino ai vigili che rastrellano gli stranieri sugli autobus. Milano sta diventando una città medievale, i patrizi a speculare e a fare festini, i plebei ai margini, con la tv accesa.

Agenzia X non se la passa bene, come tutte le piccole del resto…
Due anni si fa si pubblicavano 120 libri al giorno, oggi 187. Produrre libri costa sempre meno e l’imbuto della grande distribuzione premia solo quelli delle cosiddette cinque sorelle (Rizzoli, Feltrinelli, Mondadori…). Noi abbiamo sempre puntato sulla qualità del prodotto e su un rapporto strettissimo, quasi fisico, con l’autore. Una volta pubblicato il libro, siamo a metà dell’opera: un nostro volume gira, lo presentiamo almeno 50 volte, e con lui viaggia anche l’autore. E’ faticoso. Credo che un certo tipo di editoria, anche indipendente, abbia lo stesso problema dei centri sociali.

Cioè?
I gestori sono sempre quelli di 20 anni fa, non c’è stato ricambio generazionale. Noi cerchiamo di puntare sui giovani, io non sono giovane, ma lavoro con due ventenni e due trentenni. L’indipendenza è sì un valore, ma noi vogliamo essere un laboratorio di sperimentazione.

La parola scritta, la letteratura che guarda al sociale, di questi tempi abbonda, eppure non sembra sedimentare granché. Insomma, fuori dalla pagina la realtà è sempre più cupa.
Questo è il punto. In una città come Milano oggi non ci sono spazi agibili di intermediazione dove poter incidere, anche gli scrittori, gli artisti, sono isolati. Tutti hanno paura ad esporsi, l’autocensura sta raggiungendo livelli impensabili, anche i giornalisti hanno paura a raccontare e scrivere come la pensano. Una volta, come diceva Nanni Moretti, era D’Alema che doveva trovare il coraggio di dire qualcosa di sinistra, oggi siamo tutti più o meno nella stessa situazione. Quasi muti.

Le persone, gli scrittori che questa sera sono in Conchetta, insomma la sinistra milanese meno ingessata, ha anche una oggettiva difficoltà a trovare spazi di scrittura in cui riconoscersi. E’ per questo che vi state imbarcando nell’impossibile impresa di un giornale metropolitano?
Io partecipo, l’idea non è solo mia… ma è un’ottima idea. Con le nuove tecnologie il mondo della comunicazione è cambiato. O ti leggi un libro, e ci vogliono 12 ore, o digiti un paio di parole. L’idea di Milano X – così si dovrebbe chiamare il settimanale free press – parte dal tentativo di raccontare, e collegare, tutto quel mondo che gravita attorno alle attività dei centri sociali e dei circoli Arci. Quel popolo lowcost pensante che potrebbe ritrovarsi in un foglio dove scrittori e artisti sono chiamati a raccontare le cose che accadono, con uno sguardo fresco, eretico, anche feroce.

I soldi?
Non ne chiederemo al ceto politico, li chiederemo a chi partecipa attivamente alla vita che si concentra attorno ai pochi luoghi frequentabili di questa città. E poi… speriamo che la cosiddetta buona borghesia illuminata una volta tanto si metta una mano sul cuore.

E non solo.

www.carmillaonline.com, 26 novembre 2009
SLAM X: rinasce Milano?
di Giuseppe Genna

Agenzia X presenta: SLAM X – Reading performance letture – “Per fare rivoluzione servono belle parole” – Sabato 28 e domenica 29 novembre 2009 – @ Csoa COX 18, Via Conchetta 18 Milano.

Che cosa è diventata Milano? A parte alcune eccezioni, è lo svuotamento di ciò che fu la cultura, dopo che la cultura fu considerata “terziario” e poi ancora “terziario avanzato”. Energie latenti (musica, letteratura, creatività, design, comunicazione) sono bloccate da indecenti situazioni di ordine politico (impolitico…) e generalmente di classe anagrafica. SLAM X è un tentativo di risposta a una paralisi apparente del corpo vivente milanese: un crogiolo di culture, idee, esperienze e volontà che necessitano di adeguate sedi di espressione. Insieme ad altri tentativi (penso a Officina Italia), gli scrittori si mobilitano dal basso, sollecitano la reazione della repubblica dei lettori, commistionano parole a musica e intervengono con nomi esaltanti che, da Milano e altrove, avvertono la medesima esigenza: scuotere menti e cuori, rimettere in circolazione buone vibrazioni…

http://city.corriere.it, 27 novembre 2009
Slam X

Milano c’è ancora? O è seppellita sotto i cantieri per un Expo di cui si capisce sempre meno il senso? Il Cox18 è uno di quei posti che ha rischiato di sparire e che rendevano la città la capitale culturale del Paese. Sono “Tempi bui”, come hanno perfettamente siglato i Ministri nel loro ultimo singolo. Quindi non rimane che sederci uno accanto all’altro e ascoltarci. L’occasione? “Slam X. Per fare rivoluzione servono belle parole”, una due giorni in cui i più importanti scrittori e protagonisti dell’underground culturale (Giuseppe Genna, Vasco Brondi, Giorgio Falco, Antonio Scurati, Alessandro Bertante, Cinaski, Max Collini) diranno la loro. Domani dalle 21 e domenica dalle 17. Ingresso libero. Cox18, via Conchetta 18.

www.libreidee.org, 26 novembre 2009
Slam X, l’altra Milano: belle parole per la rivoluzione

«Da questa città tutto se ne sta andando. Prima l’editoria, poi la musica, adesso la moda. Milano sta cercando di sbarazzarsi di tutte le realtà che nel passato l’avevano arricchita». Lo dicono i creativi indipendenti dell’Agenzia X, che lanciano una due giorni assolutamente inedita per l’ex “capitale morale”: si chiama “Slam X” ed è una chiamata alle arti rivolta a scrittori e musicisti, autori emergenti e big come Genna, Scurati, Dazieri e Moresco. Tutti sul palco del centro sociale Cox 18, il 28-29 novembre, per reading musicali destinati a lasciare il segno: «Per fare rivoluzione servono belle parole».
«Un tempo – dicono i promotori della kermesse indipendente – Milano era considerata la capitale del terziario. Ora si sta tornando al primario, inteso Morescocome rendita, speculazione edilizia, assalto alla diligenza degli appalti pubblici con amministratori municipali incompetenti che blaterano di un Expo già fallito». Tempi bui, dicono gli organizzatori del festival più rumoroso della città, convinti che Milano stia liquidando centri sociali e piccole iniziative culturali indipendenti. Il fuoco, comunque, non s’è mai spento, avvertono gli X-men decisi a far sentire, per un weekend, la voce dell’altra Milano.
«Esiste un fermento sotterraneo, soprattutto tra scrittori e musicisti, anche se purtroppo emerge raramente e resta all’angolo, isolato nella propria singolarità». Per questo, gli X-promoter hanno chiamato a raccolta autori Dazieridisposti a confrontarsi in pubblico leggendo propri brani nella due giorni al Cox 18, vero e proprio simbolo della Milano-off.
Tra reading, performance e letture, “Slam X” si propone anche come un’occasione di dialogo. Progetto vitale, a cui parteciperanno scrittrici, scrittori milanesi e alcuni importanti musicisti. Una galassia di artisti che rappresentano stili, sensibilità e opinioni differenti, pronti a salire sul palco del centro sociale di via Conchetta per evocare, con le loro parole, un’altra idea di città.
Sabato sera, dalle ore 21, saliranno sul palco Marco Spreafico, Manolo Morlacchi, Rosso Pane, Pippo U.net, Matteo Speroni, Giusi Marchetta, Anna Ruchat, Giorgio Falco, Igino Domanin, Silvia Avallone, Alessandro Bertante, Marco Philopat, Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica), Duka, Efraim Medina Reyes, Max Casacci dei Subsonica e, con una performance musicata, Marco Rovelli, autore del libro-denuncia Schiavi Gennasulla condizione dei lavoratori clandestini. Star della serata, Giuseppe Genna, autore del bestseller Dies irae, e Antonio Scurati (Il sopravvissuto).
Domenica, dalle ore 17 intervengono Alessandro Nebbia, Ginevra Morali, Lorenzo Fe, Matilde Quarti, Alex Foti, Reginazabo, Mihai Butcovan, Matteo Di Giulio, Alessandro Beretta, Ade Zeno, Ivan Guerrerio, Vincenzo Latronico, Paolo Cognetti, Andrea Scarabelli, Peppe Fiore, Enrico Gabrielli (Calibro 35), Vincenzo Costantino Cinaski, Max Collini (Offlaga Disco Pax), Federico Dragogna (Ministri). In prima serata, gli interventi del grande giallista Sandrone Dazieri (Attenti al gorilla) e di Antonio Moresco (Canti del caos), considerato uno dei maggiori scrittori italiani (info: www.agenziax.it).

Tags:



I commenti sono chiusi.

Torna su ↑