Edicola che non c’è

La stampa underground a Milano

logo_edicola_che_non

Iniziamo a pubblicare il work in progress del lavoro di digitalizzazione e catalogazione delle riviste dell’Edicola che non c’è. Si tratta delle prime 90 riviste, contiamo di mettere in linea le rimanenti entro un mese. Ogni pubblicazione è possibile scaricarla gratuitamente in diversi formati a questo link: archive.org

IL PROGETTO
Agenzia X e Moicana presentano L’edicola che non c’è con l’obiettivo di portare un contributo all’immaginario alternativo mettendo a disposizione le pubblicazioni (riviste, giornali, fanzine, punkzine…), del composito microcosmo della cultura underground milanese nel suo svolgersi storico degli ultimi 50 anni.
Di fronte alla sempre più consistente diminuzione delle edicole, la nostra installazione è in grado di valorizzare in forma moderna la fruizione cartacea, intesa come uno strumento di aggregazione e di arricchimento, individuale e sociale.
L’edicola che non c’è consente la consultazione del caleidoscopico materiale autoprodotto dai movimenti della controcultura milanese a partire dagli anni sessanta fino a oggi: riviste, fanzine, punkzine, opuscoli ecc. (originali o in fotocopie) sono esposte in diverse scaffalature suddivise per decenni.
Proprio come in un’edicola le persone possono aggirarsi tra gli scaffali prendere in mano una rivista degli anni settanta, consultarla, poi fare qualche passo avanti e prenderne un’altra degli anni novanta e così via per un percorso storico tra le diverse caratteristiche delle pubblicazioni esposte.

IL LUOGO DELL’ALLESTIMENTO
L’edicola che non c’è è situata nel tunnel della metropolitana milanese MM1, tra la stazione di Cordusio e quella di Duomo, proprio dove nacque, nel 1966, la redazione informale della prima rivista underground: “Mondo beat”.
Tutto il materiale esposto e raccolto è stato digitalizzato e reso fruibile gratuitamente online. Un archivio che permette la connessione tra memoria e realtà, creando quel filo rosso per lo sviluppo delle controculture a venire.

ALCUNI ESEMPI DI RIVISTE DA SFOGLIARE
Anni sessanta: “Mondo Beat”, “Pianeta Fresco”, “Insekten Sekte”.
Anni settanta: “Re Nudo” , “L’erba Voglio”, “Get Ready”, “Hit”, “Puzz”, “Un’ambigua utopia”, “Viola” e “Rosso”.
Anni ottanta: “FAME”, “Amen”, “TVOR”, “Istinto del Vivere”, “Presenze individuali sovversive”, “Hydra Mentale”, “Virus”, “Autonomen” e i primi numeri di “Decoder”
Anni novanta: i numeri più importanti di “Decoder”, “Fikafutura” , “Hard Times” e Klinamen Anni duemila: “Towanda!”, “SpeedDemon”, “SpeakOut”, “il Buco”, “MilanoX”, “Strumenti critici” e “Antitempo”.
Per le pubblicazioni del presente è adibito un lungo scaffale con molte riviste a disposizione, a dimostrazione di quanto l’underground, l’autoproduzione e la stampa indipendente siano concetti tutt’altro che scomparsi dalla scena culturale della città di Milano. I visitatori possono arricchire l’esposizione portando riviste appena pubblicate e non ancora censite

COSA SONO LE RIVISTE UNDERGROUND
A partire dagli anni sessanta dello scorso secolo le riviste underground hanno rappresentato un formidabile strumento di aggregazione e formazione giovanile. Migliaia e migliaia di pagine stampate con impegno artigianale per condividere informazioni, disegni, concetti, foto e ragionamenti su diverse tematiche, talvolta considerate scandalose come la sessualità e il consumo di droghe, in ogni caso argomenti alieni allo status quo: dalle battaglie per i diritti civili alle sperimentazioni artistiche, dagli approfondimenti sulle proteste sociali ai collage fotografici.
Tutti coloro che sono appassionati di scrittura e di grafica possono, attraverso le riviste autoprodotte, fare sentire la propria voce non filtrata dal mondo degli adulti, esprimere la propria opinione e divulgarla con la vendita militante nelle strade delle città e in provincia. La costruzione di una redazione permette inoltre agli individui coinvolti di provare rapporti di dialogo con i propri simili, conoscendo le varie dinamiche di relazione umana nel momento in cui si coopera per un progetto comune. Anche per comprendere l’importanza delle idee messe in condivisione e le problematiche sui rapporti di potere che si instaurano nelle riunioni di redazione.

IL POPOLO DELL’UNDERGROUND
Il pubblico delle riviste underground, come i redattori, erano e sono tuttora nella fascia dai 15 ai 35 anni, prima della fase in cui i processi di professionalizzazione entrano in gioco. Si tratta comunque di una ristretta cerchia di persone formata dalle menti più inquiete e dissidenti, provenienti soprattutto da situazioni familiari e sociali difficili, giovani che trovano nelle pagine delle riviste underground delle idee e degli spunti, ma anche precisi percorsi e attitudini esistenziali, in grado di liberare un immaginario alla ricerca di un’identità collettiva. Tutto ciò per provare a migliorare la propria vita ed esprimere il senso dell’utopia, che come diceva Gianni Rodari: “un giorno, l’utopia verrà riconosciuta tra i sensi umani alla pari con la vista, l’udito, l’odorato… perché ogni grande sentimento ha sempre la possibilità di esprimersi con dei mezzi dell’immaginazione”

LA COMUNITÀ SOLIDALE
La comunità solidale è uno dei pilastri su cui si poggiano tutte le riviste underground del mondo, in contrapposizione alle logiche dell’individualismo, una comunità in cui il valore dell’amicizia si accosta a quello della lotta per un mondo migliore. In secondo luogo, come allude già il termine underground, le aggregazioni spontanee che diventano redazioni di riviste agiscono in semiclandestinità, sono cioè fotosensibili alle sirene dell’inesorabile macchina del turbo capitalismo tecnologico odierno. Infine c’è da considerare il fatto che le riviste underground non hanno mai conosciuto frontiere di classe, di genere o di razza e hanno da sempre prodotto un’infinità di idee e spunti rivolti alle fasce più deboli della società, con una funzione educativa alternativa e di creazione di un messaggio sociale capace di stimolare la lotta contro le diseguaglianze.

IL VALORE DELLA CARTA STAMPATA
La forma di una rivista underground a nostro parere rimane quella cartacea, uno strumento libero di girare per le strade e in grado di abbattere le pareti divisorie delle nostre case e quelle del web.

MILANO
Milano da 50 anni è un centro nevralgico della scena underground tra i più vivaci in Europa. Lo dimostrano due esperienze editoriali come “Re nudo” e “Decoder”, due riviste che hanno avuto un vasto pubblico di riferimento e che hanno interpretato al meglio le innovazioni sociali e culturali del loro tempo.

IL LAVORO DI RICERCA STORICA
L’edicola che non c’è è stata realizzata con un lungo lavoro di ricerca dal collettivo Moicana diretto da Nicola Del Corno e Marco Philopat con alcuni autrici e autori di Agenzia X che hanno scritto libri sulle culture underground e laureati o laureandi di storia contemporanea all’università Statale di Milano. Nella ricerca sono stati consultati molti archivi storici, sociali, sul web e anche in quelli individuali e sono stati consultati molti dei redattori delle varie riviste. Tutto il materiale raccolto è stato digitalizzato e verrà messo in rete e gratuitamente scaricabile. Una connessione tra memoria e realtà per contribuire a sviluppare i movimenti a venire.

MOICANA
Moicana è un centro studi sulle controculture che si propone di tenere viva l’attenzione di studiosi, ricercatori, militanti, così come di semplici appassionati, sulle esperienze dell’underground tramite la pubblicazione di libri, l’organizzazione di convegni, reading e mostre, ma anche attraverso la raccolta di materiali d’archivio, testimonianze orali e iniziative di strada. Il termine Moicana ci ricorda come le controculture, in quanto declinate al femminile, non saranno mai le ultime e quindi sempre in grado di generare nuove forme di aggregazione spontanea in contrapposizione al dominante.

AGENZIA X
In quel grande manicomio che è oggi il settore della carta stampata, l’azione di una casa editrice militante come Agenzia X è paragonabile alla lotta suicida del protagonista di Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey. Da anni svolgiamo il nostro lavoro a servizio degli internati che vogliono sabotare il grande ospedale psichiatrico del presente. Noi crediamo nella libera circolazione delle idee e dei saperi, da sempre abbiamo rifiutato il copyright e offriamo gratuitamente il download di alcune nostre pubblicazioni. X è il simbolo grafico che richiama l’acronimo ICS, ovvero Idee per la Condivisione dei Saperi. Ma resta anche un’incognita da continuare a esplorare.

••••

L’edicola che non c’è*

50 years of underground press in Milan

(* Literally: “The non-existing newsstand”. The exhibtion title derives from an untranslatable ironical pun based on the idea of a un underground (and hidden) “Neverland” which is nevertheless strong, visible and real)

THE PROJECT
Agenzia X and Moicana introduce “L’edicola che non c’è” as a contribution to the world of the alternative and underground imagination. Publications (magazines, newspapers, fanzines, punkzines…) are made available again in an actual reconstruction of the historical microcosm of the Milanese underground culture of the last fifty years. In the light of the current dramatic drop of the number of newsstands in Italy, our installation will be able to re-enhance the fruition of “physical” paper magazines as a tool of aggregation and enrichment, both individual and social. Our “Edicola che non c’è” will allow the visitors to browse the kaleidoscopic materials self-produced by the movements of the Milanese counterculture from the Sixties to the present: magazines, fanzines, punkzines, leaflets etc. (in their original form or photocopied) will be displayed in different racks, subdivided into decades. Just like in a real newsstand, people can wander among the shelves and pick up a magazine from the Seventies, browse it, then take a few steps further and choose another one from the Nineties and so on – an historical journey among the various issues of the publications displayed.

THE PLACE OF INSTALLATION
The Milan “MM1” underground tunnel between Cordusio and Duomo stations was chosen as the site of the installation. This is precisely the place where the informal editorial staff of the first underground magazine (“Mondo beat”) was born in 1966.
All the materials collected and exhibited will be digitized and made available for free online. This web archive will encourage a strong connection between memory and reality, will be a crucial driving force that will contribute to the development of the countercultures to come.

SOME MAGAZINES
1960s: “Mondo Beat”, “Pianeta Fresco” and “Insekten Sekte”.
1970s: “Re Nudo”, “L’erba Voglio”, “Get Ready”, “Hit”, “Puzz”, “Un’ambigua utopia”, “Viola” and “Rosso”.
1980s: “FAME”, “Amen”, “TVOR”, “Istinto del vivere”, “Presenze individuali sovversive”, “Hydra Mentale”, “Virus”, “Autonomen” and the first issues of “Decoder”
1990s: the most important issues of “Decoder”, “Fikafutura”, “Hard Times” and Klinamen
2000s: “Towanda!”, “SpeedDemon”, “SpeakOut”, “il Buco”, “MilanoX”, “Strumenti critici” and “Antitempo”.

A long shelf of the “newsstand” houses many different magazines recently issued, which proves that underground independent publishing and self-production have never disappeared from the cultural scene of Milan. Morevoer, visitors can expand and enrich the exhibition by bringing magazines just published and not yet recorded in our archive.

UNDERGROUND MAGAZINES
Since the 1960s, underground magazines have been a formidable tool for youth aggregation and education. Thousands and thousands of printed pages as a mean to share information, drawings, concepts, photos and different issues, sometimes considered outrageous by the status quo: sexuality and drug use, for instance; or, in any case, totally alien points of debate: from civil rights struggles to artistic experimentation, from insights into social protests to photo-collages.
All those who are passionate about writing and graphics can have the opportunity to make their voices heard unfiltered by the adult world, can express their opinions and spread them with the militant sale in the streets of the cities and the provinces. The creation of an editorial staff also allows the individuals involved in it to experience relationships of dialogue with their fellow human beings and to discover the various human relationship dynamics when they cooperate for a common project. And to understand the importance of sharing ideas and points of view about power relationships.

THE UNDERGROUND PEOPLE
The audience of underground magazines (and also their editors) was formed, and it still is, by the 15-35 years old age group, in that period of an individual life which precedes the processes of professionalization. Theirs are the most restless and dissident minds, coming mainly from dysfunctional families and troubled social situations. They are young people who in the pages of the underground magazines can find not only ideas and inspiration, but also existential pathways and attitudes, gaining a strong sense of collective identity. All this in an attempt to improve their lives and express their personal utopistic worldviews. Gianni Rodari, the famous Italian writer of children and young adults literature, once said: “one day utopia will be recognized among the human senses on a par with sight, hearing, smell… because every great feeling always has the possibility to express itself with the means of imagination”.

THE SUPPORTIVE COMMUNITY
The underground magazines of the world have always been supported by communities of peopleopposing to the mainstream logic of individualism; for them, the value of friendship runs parallel to the struggle for a better world. As the term “underground” already implies, the spontaneous aggregation gives birth to editorial teams which act in semi-clandestinity. They are photosensitive to the sirens of today’s inexorable machine of technological hyper-capitalism. Finally, we have to bear in mind that underground magazines have never known class, gender or race boundaries, and have always produced an infinite number of ideas and insights specifically aimed at the weakest social layers. They have had an alternative educational function and have created a social message capable of stimulating the fight against inequalities.

THE VALUE OF PRINTED MEDIA
In our opinion, the ideal format of an underground magazine must remain paper-based. It is a tool free to be spread in the streets, which can break down the walls of our houses and of the web.

MILANO
For 50 years Milan has been a major hub of the underground scene, one of the most vibrant in Europe. This is demonstrated by two magazines in particular: “Re Nudo” (of the 60s) and “Decoder” (of the 80s/90s), which had a wide audience and have also interpreted the social and cultural innovations of their times.

THE RESEARCH
“L’edicola che non c’è” has been realized after a long research work by the Moicana collective led by Nicola Del Corno and by Marco Philopat of Agenzia X publishing house – with the help of some Agenzia X’s authors of books about underground cultures, and also by contemporary history students from the Università Statale (State University) of Milan. In the course of the research process they had access to personal, historical, social and web archives, they consulted the editors of the various magazines. All the material collected has been digitized and will be published on-line,free to be downloaded. All this has established a strong connection between memory and reality, laying the foundations necessary to build future underground movements.

MOICANA
Moicana is a centre for the study of countercultures which aims to keep alive the attention of scholars, researchers, militants (as well as of simple enthusiasts), on the experiences of the underground culture through the publication of books, the organization of lectures, readings and exhibitions. It also collects archival materials, oral records and street actions. The meaning of the word “Moicana” reminds us that countercultures, being feminine, will always exist (because there will never be a last one) and will always be able to generate new forms of spontaneous aggregation as opposed to the prevailing “cultural” mainstream.

AGENZIA X
If contemporary “publishing business” is a ship of fools, the action of a militant small publishing house like Agenzia X is akin to the suicidal struggle of the protagonist of Someone Flew Over the Cuckoo’s Nest by Ken Kesey. For years we have been doing our job at the service of those untamed inmates who want to sabotage the huge psychiatric hospital of the our present times. We believe in the free circulation of ideas and knowledge, we have always refused the copyright logic and we offer our publications as a free download. The “X” letter (in Italian: “ics”) is also an acronym which stands for “I.C.S.”: “Idee per la condivisione del sapere” (“Ideas towards a knowledge sharing”). But it is also an unknown entity to be constantly explored.

Anni ottanta

Fuocopunk


I commenti sono chiusi.

Torna su ↑