a_bellini

Ciao Andrea!

Agenzia X si unisce al dolore di Livia per la perdita del nostro fratello/compagno Andrea!

Oggi 27 dicembre dalle 13.45 alle 16.30. Sarà aperta la camera ardente alla clinica San Giuseppe, in via San Vittore, per l’ultimo saluto ad Andrea Bellini.
I funerali saranno giovedì 29 dicembre alle 14.30 a Lambrate.

•••

«Bellini ma tu come vorresti crepare?»
Mi sembra chiaro, non l’avete ancora capito?
«No!»
Davanti al plotone di esecuzione per salvare cento, mille giovani cafoni…

•••

Andrea Bellini ci ha lasciato oggi… ora mi piace ricordare l’ultima volta che l’ho visto qualche giorno fa in ospedale mentre imprecava contro i medici e gli infermieri: “Bastardi! Lasciatemi morire a casa!” L’ultima settimana è riuscito a passarla a casa e voleva pure andare al Bar Giamaica o dal Rattazzo perché diceva che senza un bar con tanta gente intorno non val la pena vivere… Addio Bellini… addio nostro comandante
Marco Philopat

•••

Andrea, forse il giorno di santo Stefano non è un bel giorno per morire – come diceva un vecchio Sioux de “Il Piccolo Grande Uomo” – però, da milanese quale tu eri sei riuscito a mangiare il panettone.
“Forse non arriverò a mangiare il panettone”. Me lo dicesti anni fa, in dicembre, mentre combattevi la tua battaglia, poi vinta, contro il secondo tumore. Non è la morte davanti un plotone di esecuzione, come tu volevi. Come il movimento – grattiamoci i coglioni – immaginava.
Forse, in molti non capivano che questo tuo sogno era tutt’altro che la megalomania di un comandate. Figuriamoci di un eroe. Era, invece, la morte di un uomo che dà la propria vita per quella dei suoi. I suoi peones. I compagni e fratelli portati in battaglia. Perché “una vita per essere vissuta deve andare all’assalto del cielo, come dicevi agli amici di quell’infanzia vissuta in piazzette di periferia.
“Alla conquista del centro della città” dicevi. Tu che il centro lo hai visto già diciassettenne.
Consapevoli che la rivoluzione, forse, non ci sarà ma pronti a lottare per un “vivere meglio, un miglior bere, mangiare, scopare” – come dicevi – e non per lavorare all’Innocenti, come i nostri padri e nonni.
Tu eri consapevole che non esiste un altro mondo, esiste semplicemente un’altra maniera di vivere. Il tuo senso del dovere di quel giorno di maggio del ’77 in via De Amicis sarebbe piaciuto a Hemingway. Avresti preferito non scendere in piazza – sapevi che quella mattina sarebbe morto il movimento dell’autonomia operaia – ma hai scelto di non abbandonare quelli che per anni, capitanati da te, si erano scontrati con la sbirraglia. Hai scelto di guidarli ancora e ricondurli a casa.
Andrea sei stato un compagno. Non solo di lotte. Ma di sbronze e di ghignate al bar. Come lo sono gli amici, i complici – i “delinquenti” – veri. Come è un Compagno.
Duka

Tags:



I commenti sono chiusi.

Torna su ↑